Quale amaro scegliere? Ecco come consigliare il giusto ammazzacaffè

Un buon pasto, tradizionalmente, si conclude con quello che in Italia viene chiamato ammazzacaffè. Un amaro, leggero o forte che sia, grazie alla giusta miscela di erbe aromatiche, può regalare la degna conclusione al pranzo o alla cena. Oltretutto, un liquore dopo i pasti, unisce l’utile al dilettevole: aiuta la digestione e omaggia il palato con la sua miscela di aromi. A questo punto, dunque, la domanda sorge spontanea: quale amaro scegliere per concludere degnamente un pasto? Ecco alcuni consigli per suggerire ai clienti della vostra pizzeria.

La tradizione “rubata” dell’ammazzacaffè

L’ammazzacaffè nasce come tradizione dei nobili, che, dopo la cena, erano soliti trasferirsi in un’apposita stanza per fumare un sigaro e alternare, alle chiacchiere da salotto, un goccio di Brandy o di Cognac. Il popolo, affascinato da questa tradizione altolocata, iniziò ad imitare la nobiltà così da rendere abituale, anche fra i ceti popolari, consumare un bicchierino di amaro dopo il caffè a fine pasto per scaldarsi lo stomaco e migliorare anche l’umore.

Del resto, già ai tempi di Caterina de’ Medici nel Cinquecento, iniziarono a circolare sulle tavole fiorentine e parigine i liquori di fine pasto. In un certo senso, la nobildonna toscana inaugurò quella che in seguito divenne la tradizione della produzione degli amari.

I liquori digestivi, però, non rappresenta solamente la piacevole conclusione di un pranzo o di una cena. Secondo alcuni, infatti, l’abitudine di assumere un amaro può addirittura essere inserita fra i metodi terapeutici naturali. Secondo queste teorie, infatti, la miscela di erbe aromatiche avrebbe addirittura la capacità di aumentare le difese organiche, stimolare la percezione delle papille gustative, aumentare l’appetito e accelerare la guarigione. Prima di entrare del dettaglio di come scegliere un amaro, però, capiamo che cos’è un liquore.

Cos’è un liquore: naturali, fantasia o crema

Si definisce liquore una bevanda ottenuta da alcol di origine agricola e oli essenziali da scorze di agrumi, radici o più semplicemente da piante. Un vero amaro, da manuale, non deve superare i 30 °C alcolici, altrimenti perde le sue proprietà curative e aromatiche.

I liquori, poi, in base alle loro caratteristiche organolettiche, come per esempio l’odore, il sapore e il colore, possono essere raggruppati in tre categorie:

  • liquori naturali: sinceri, si capisce subito qual è il prodotto, l’ingrediente predominante;
  • liquori fantasia: misteriosi, hanno sapori e profumi indefinibili;
  • creme di liquore: dalla consistenza densa, ottenuti per infusione di un liquido leggermente alcolico e dolcificati con sciroppo di zucchero fino a raggiungere la densità cremosa.

Tre categorie di liquori, ciascuna con caratteristiche peculiari, che si adattano a varie esigenze. Dunque, ogni ristorante o pizzeria che sia, dovrebbe avere sempre una buona lista di liquori, capace di accontentare tutti i palati. Ma quale amaro scegliere per digerire?

Quale amaro consigliare ai propri clienti?

La scelta di un amaro è importante. L’ammazzacaffè deve essere come un abito: ideale per l’occasione, in tono con i propri gusti e stili, di effetto e soprattutto unico. I fattori che possono portarci alla scelta di un amaro piuttosto che un altro possono essere diversi:

  • livello di amarezza e di “erbosità”, cioè di quei tratti distintivi che trasformano un liquore in amaro;
  • volume alcolico del liquore, cioè quanto è alcol è presente all’interno del liquore;
  • pasto che si vuole concludere, tenendo conto delle portate che sono state gustate.

Se ci si vuole, ad esempio, addolcire la bocca, regalarsi un momento di dolcezza deliziando il palato con gusto denso e avvolgente, l’ideale è una crema di liquore. Dopo un pranzo, un Limoncello, oppure una Crema Bananao una Crema Nocciola, donano un sapore fresco, rivitalizzante che aiuta a digerire senza rinunciare, però, a una sapidità dolce e familiare con una bassa gradazione alcolica.

A questi va aggiunto anche il nuovo re della scena dei digestivi cremosi: il Babà Re crema al rum. Amato e richiesto per la sua avvolgenza, regala un momento piacevole, indimenticabile e soprattutto unico nel suo genere.

Quando nel tardo pomeriggio della domenica, dopo un pranzo interminabile e sostanzioso, si avverte il bisogno impellente di digerire le innumerevoli portate di piatti ingeriti, un bicchierino di un liquore naturale è perfetto. Un goccio di Finocchiettoo una degustazione di Rucoletto, con il loro gusto pungente, fortemente amaro esaltato da un alto volume alcolico, stimolano la digestione, restituiscono un nuovo sapore direttamente riconducibile alle erbe che danno vita alla loro composizione. Un gusto sincero, radicato nella tradizione, chiude la giornata alla perfezione.

Infine, se l’assaggio di un amaro deve rappresentare un itinerario di sapori interessante e innovativo, i liquori Fantasia con la loro struttura complessa e misteriosa, chiudono una cena con amici all’insegna dell’intrattenimento e del piacere che si affianca all’utile della digestione. Quale migliore amaro per digerire e divertirsi se non l’Amaro Penna di Sassano, che con i suoi oli essenziali e le sue erbe, opportunamente trattati con ricette antiche e tradizionali, regala un percorso di sapori unico e irripetibile (a meno che non si fa un secondo giro!).

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